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Clorosi ferrica: cause e rimedi

by Nicolasgarden
Clorosi ferrica: cause e rimedi

Oggi vi parlerò di una delle principali fisiopatie vegetali, che può colpire la stragrande maggioranza delle piante che coltiviamo e se non curata può compromettere un buon raccolto oppure la bellezza di una pianta ornamentale.

Cos’è e come possiamo riconoscerla

La clorosi ferrica è come dice il nome, una carenza di ferro che colpisce la pianta, bloccandone lo sviluppo e provocando una decolorazione della lamina nelle giovani foglie, le quali assumono un colore giallastro tendente anche al bianco, mettendo in risalto le venature, che rimangono di un verde spento.

Come curare la clorosi ferrica

In primo luogo dobbiamo capire per quale motivo la nostra pianta ha questo problema: esistono infatti piante come il pesco che semplicemente necessitano di grandi quantità di ferro e si ammalano appena il questo scende sotto a livelli che per altre piante sono ancora ottimali. Altre piante però possono trovarsi in terreni non adatti a loro per colpa di un nostro errore e faticheranno quindi a procurarsi il ferro presente nel terreno; è il caso delle piante acidofile, che a valori di pH troppo alti non riescono ad assorbire correttamente certi micronutrienti. Un esempio è quello del carbonato di calcio (calcare) che oltre ad aumentare il pH non permette al ferro di venire assorbito dalla pianta.

In primo luogo cerchiamo di evitare di utilizzare acqua di rubinetto per le piante che soffrono di clorosi ferrica, infatti in Italia la maggior parte delle acqua di rubinetto è molto dura, optiamo piuttosto per quella piovana se possibile o ancora meglio quella da osmosi inversa nel caso in cui possedessimo un impianto.

Per avere una ripresa rapida, vi consiglio di concimare con dei prodotti a base di ferro, ne consiglio due in paricolare:

  • Il chelato di ferro: Si presenta come una polverina rossa, che va disciolta in acqua; questo prodotto è davvero formidabile nella cura della clorosi ferrica, mi è stato consigliato diversi anni fa e da allora non ne faccio più a meno, la sua particolarità infatti è quella di contenere ferro in in una forma che non viene bloccata dal carbonato di calcio ed è subito disponibile per la pianta, infatti già dopo una settimana si potranno notare i primi miglioramenti. Su una pianta è già ammalata potete somministrarlo una volta a settimana per quattro settimane, nel caso vogliate fare prevenzione invece somministratelo una volta al mese. Se dobbiamo somministrarlo ad una pianta in piena terra, solleviamo una zolla con una vanga e versiamo l’acqua con il chelato di ferro nella fenditura del terreno, in questo modo avremo un risultato maggiormente efficace. L’unico problema di questo prodotto è che risulta un po’ più costoso dei comuni concimi, ma per quanto mi riguarda ne vale la pena.
  • Il solfato ferroso: un altro ottimo aiutante è certamente il solfato ferroso, questa sostanza infatti si trova in forma di piccoli granuli giallastri, anche questi solubili in acqua. Il solfato di ferro va bene soprattutto per le piante acidofile, dal momento che abbassa anche leggermente il pH del suolo. Si trova in commercio ad un prezzo inferiore, però nel caso di contatto con acque o terreni calcarei perde parte della sua efficacia, in più tende a macchiare irreparabilmente vestiti e superfici, nel caso si versi per errore.

Prevenire la clorosi ferrica

Oltre alle concimazioni che vi ho consigliato sopra, possiamo avere alcuni accorgimenti utili ad evitare l’insorgenza di questo deficit. Nel caso di piante in vaso, possiamo utilizzare terricci a base di torba, che hanno un pH acido rendendo il ferro così più disponibile, in più se dai nostri rubinetti esce acqua cosiddetta “dura”, cerchiamo di utilizzarla il meno possibile, specialmente con piante come azalee e ortensie, che se innaffiate sempre con acqua dura tenderanno a deperire sempre più nel tempo. Vi consiglio anche di riutilizzare i fondi di caffè, sia cosparsi sul terreno che sciolti nell’acqua delle innaffiature, essendo leggermente acidi infatti aiutano a mantenere il terreno in buono stato e hanno anche un effetto fertilizzante. Infine, sia in piena terra che in vaso possiamo interrare nel suolo o cospargere direttamente sulla superficie di esso dei lupini macinati, che cedono lentamente azoto al terreno, ma contribuiscono anche a correggere l’acidità, sono perfetti per gli agrumi.

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