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Coltivare l’anturio

Coltivare l’anturio

Anthurium sp. (Araceae)

Questa pianta originaria dell’America centrale spopola da sempre in tutte le case come pianta da appartamento, grazie alla bellissima brattea cuoriforme che caratterizza molte specie appartenenti a questo genere.

Portamento e caratteristiche

L’Anthurium è una pianta rizomatosa che produce uno o più punti di crescita a partire dal terreno, da essi si generano foglie cuoriformi di un verde intenso, lucide e con lunghi piccioli. La particolarità di questa pianta deriva dal fatto che il fiore è formato da uno spadice, una struttura color crema dalla forma longilinea che porta al suo interno fiori maschili e femminili ed è del tutto insignificante. Ciò che ci attrae infatti di questa pianta è lo spadice: una brattea composta da una grande foglia colorata di rosso, rosa o viola, anch’essa cuoriforme. Queste piante la utilizzano per rendere più visibile l’infiorescenza agli impollinatori.

Clima ed esposizione

La temperatura ideale per questa pianta va dai 18 ai 25°C. Prestiamo molta attenzione alle correnti d’aria e agli sbalzi di temperatura, poiché portano la pianta ad un deperimento molto rapido. Posizioniamola quindi in casa, in una zona molto luminosa per buona parte della giornata, ma fuori dalla portata dei raggi diretti del sole. Per creare un microclima ideale, posizioniamo nel sottovaso del nostro Anthurium un po’ di argilla espansa e manteniamola sempre umida.

Cure colturali

Terreno e rinvaso

A termine della fioritura possiamo rinvasare il nostro Anthurium utilizzando una miscela composta da:

  • Due parti di perlite
  • Una parte di corteccia o carbone (facoltativa)
  • Tre parti di sfagno reidratato
  • Sei parti di torba o ancora meglio fibra di cocco.

In questo modo otterremo un substrato molto arieggiato e organico, che si avvicina il più possibile a quello dove crescerebbe in natura. Il rinvaso va effettuato con delicatezza, cercando di eliminare il vecchio terriccio e sostituendolo completamente; tagliamo le radici secche o mollicce. Per evitare marcescenze vi consiglio di mettere anche sul fondo del vaso un sottile strato di argilla espansa, in modo da non far mai entrare in contatto diretto le radici con l’acqua nel sottovaso. Seguendo questi consigli alla lettera potete rinvasare anche ogni tre o quattro anni.

Irrigazione

Una corretta irrigazione è fondamentale per mantenere in salute il nostro Anthurium. Il terreno deve rimanere sempre umido, senza mai asciugarsi completamente, ma allo stesso tempo non deve nemmeno risultare fradicio. Il mio consiglio è di sentire con un dito l’umidità del terreno e innaffiare con poca acqua solo quando il terreno sarà quasi asciutto in superficie. Un’altra buona abitudine è quella di nebulizzare la chioma ogni giorno quando la pianta non è in fioritura, in modo da favorire il corretto sviluppo del fogliame. L’acqua da utilizzare non dovrà essere assolutamente dura e non dovrà contenere cloro, evitiamo quindi quella del rubinetto a favore di quella degli impianti ad osmosi inversa o anche a quella in bottiglia, che dovrà avere il valore del “Residuo fisso a 18°C” inferiore ai 60 mg/l. Nel caso abbiate la possibilità di raccoglierla potete utilizzare anche l’acqua piovana.

Concimazione

La concimazione va effettuata ogni tre settimane con un concime specifico, utilizzando un quarto della dose consigliata in confezione, in modo da rendere il nostro Anthurium sano e bello da vedere tutto l’anno.

Potatura

La potatura consiste esclusivamente nell’eliminare le foglie secche e danneggiate e gli steli ormai sfioriti.

Malattie

La malattia principale degli Anthurium è la marcescenza, si manifesta con la l’ingiallimento e la perdita repentina del fogliame, seguito da un blocco della crescita e dalla marcescenza dei germogli. Deriva dalle eccessive innaffiature o dalle innaffiature effettuate per molto tempo con acqua dura, la quale provoca un cambiamento di pH nel terreno, favorendo la proliferazione batterica. Nel caso vi siate accorti di aver dato troppa acqua aspettate che il terreno si asciughi per bene prima di innaffiare di nuovo.

Ovviamente il freddo e le correnti d’aria possono letteralmente “lessare” la pianta, compromettendola in pochi giorni.

L’illuminazione eccessiva provoca delle decolorazioni al fogliame, che per via della scottatura sbianca e deperisce.

L’aria troppo secca invece provoca la produzione di foglie più piccole, che spesso presentano le punte e i bordi secchi. Per evitare questo problema tenete il vostro Anthurium lontano dai caloriferi in inverno e nebulizzatelo quotidianamente.

In caso di macchie scure sulle foglie, ci troviamo di fronte a delle malattie crittogamiche, dobbiamo ricorrere ad un prodotto specifico ed eliminare le foglie colpite.

In presenza di macchie bianche lanuginose invece ci troviamo davanti alla cocciniglia, in questo caso potremo tentare di asportarla aiutandoci con un cotton fioc o utilizzando un prodotto specifico.

Moltiplicazione

La moltiplicazione avviene tramite separazione dei cespi in febbraio-marzo, prelevando i nuovi punti di crescita che sono abbastanza sviluppati e posseggono qualche radice. Invasiamoli in un terriccio uguale a quello della pianta madre e trattiamoli allo stesso modo.

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