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Come lavorare il terreno

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Come lavorare il terreno

La lavorazione del terreno è un’ operazione fondamentale che ha lo scopo di arieggiare il suolo, migliorarne la qualità e la granulometria. Un terreno che non è mai stato lavorato spesso non è adatto ad ospitare nuove piante, perché poco fertile o eccessivamente compatto, in più una lavorazione effettuata nel momento sbagliato può avere anche effetti controproducenti, andando così a compromettere la nostra coltivazione fin dalle basi. Anche i terreni che hanno già subito lavorazioni si avvantaggiano di lavorazioni annuali così da ripristinare la fertilità, arieggiare il terreno e scoraggiare la crescita di piante infestanti o non desiderate.

La prima operazione da effettuare è la vangatura, che effettuiamo ad inizio autunno, con terreno leggermente umido e dopo aver distribuito sul terreno letame maturo, stallatico in pellets o humus. Terreni troppo asciutti spesso sono impossibili da lavorare, mentre terreni eccessivamente bagnati si attaccano alla vanga e non danno i risultati desiderati, il consiglio è di provare in un piccolo pezzo e valutare l’umidità del terreno: se il terreno è troppo asciutto la vanga non sprofonderà nel terreno nemmeno utilizzando molta forza, mentre se troppo bagnato il terreno rimarrà attaccato alla vanga rendendo impossibile proseguire con il lavoro.

Lo scopo principale della vangatura è quello di tagliare il terreno per mezzo una vanga e rivoltare la zolla così ottenuta, in modo da interrare la sostanza organica ed esporre maggiormente il terreno alle intemperie. Il terreno ridotto in zolle in questo modo infatti si impregnerà delle piogge autunnali e in inverno grazie al fenomeno del gelo-disgelo si disgregherà, andando così ad ottenere un terreno molto più fine. L’acqua infatti quando congela assume una struttura composta e aumenta il suo volume, riuscendo così a frammentare naturalmente le zolle dal loro interno. NB: nel caso il terreno sia eccessivamente duro e compatto, aggiungiamo oltre all’humus o allo stallatico anche della torba o poca sabbia, in modo da migliorare ulteriormente la qualità del suolo.

Arrivati ad inizio primavera, quando il terreno sarà quasi asciutto invece procederemo con la zappatura, attraverso la quale andremo ad affinare il terreno, sminuzzando le zolle più grandi e arieggiando di nuovo il terreno. Questa operazione può essere effettuata sia manualmente che meccanicamente. Dopo un giorno o due potremo passare sul terreno un rastrello apposito, in modo da livellare il terreno ed eliminare sassi e detriti indesiderati.

Lavorando il terreno in questo modo ogni anno vi accorgerete che la qualità del suolo migliorerà ad ogni lavorazione, il terreno infatti sarà maggiormente sano e vitale, più soffice e facile da lavorare.

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