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Come coltivare il cactus luna di miele

Come coltivare il cactus luna di miele

Echinopsis oxygona (Cactaceae)

Echinopsis è un genere di piante molto eterogeneo che crea molta confusione dal punto di vista botanico: alla stessa famiglia appartengono diversi generi con nomi molto simili, come Echinocreus o Echinocactus. Anche i nomi delle specie spesso sono poco chiari, infatti solo questa pianta viene chiamata in molti modi, come: Cereus oxygonus, Cereus multiplex, Echinopsis multiplex, Echinopsis schwantesii, Echinopsis paraguayensis, Echinopsis eyriesii, Echinopsis tubiflora.
Originaria delle zone centrali del Sud America è famosa per la sua semplicità di coltivazione e le generosissime fioriture che regala ciclicamente per tutta l’estate.

Portamento e caratteristiche

Si presenta come un classico cactus, dalla forma globulare in giovane età e che tende a diventare colonnare con il passare degli anni, arrivando difficilmente oltre ai 40 cm. Presenta delle spine su ogni areola che possono essere più o meno lunghe in base alla varietà. Tende a propagarsi, formando nuove piante a partire dalla base. I fiori sono a forma di tromba, iniziano a formarsi verso maggio, sbocciano intorno al mese di giugno e solitamente sono bianchi o rosa, anche se esistono ibridi color crema, scarlatti o arancio. Questi sono molto grandi in proporzione alla pianta e richiedono un grande dispendio di energie, infatti si aprono al calar del sole e con l’arrivo del mattino deperiscono nel giro di un paio d’ore, anche se le piante più sane e coltivate nelle giuste condizioni possono protrarre la fioritura per l’intera mattinata.

Clima ed esposizione

Amano il sole tutto il giorno, anche se crescono bene anche in posizioni di mezzo sole, dove richiede comunque diverse ore di esposizione diretta per poter fiorire; la pianta può crescere anche in situazioni meno soleggiate, ma ovviamente non fiorirà e deperirà nel giro di qualche tempo. Sopportano temperature abbastanza alte, nonostante ciò crescono in maniera ottimale a temperature fra i 25 e i 30°C Evitiamo l’esposizione al sole diretto nelle ore in cui le temperature salgono sopra i 32°C onde evitare ingiallimenti e scottature. Le zone di provenienza di questa pianta sono scandite da stagioni simili alle nostre, anche se gli inverni sono più miti e asciutti. Non tollerano infatti il gelo e devono essere ricoverate all’interno nei mesi freddi anche per evitare le piogge che durante le stagioni fredde sono più frequenti rispetto alle zone native e causano facilmente marciumi. Il ricovero ideale è un sottoscala o una zona della casa non riscaldata, dove le temperature non scendono sotto i 10°C Temperature troppo alte durante l’inverno non permettono alla pianta di osservare un periodo di riposo, del quale necessita per poter differenziare i fiori per l’anno successivo. Durante il “letargo” invernale non necessita di molta luce.

Attenzione: Quando riportate fuori il vaso in primavera preoccupiamoci di non mettere immediatamente la pianta al sole, ma cercate di esporla gradualmente ai raggi diretti.

Tipo di terreno e rinvaso

Necessita di un terreno adatto allo sviluppo delle cactaceae, personalmente uso una miscela molto eterogenea e drenante a base di: 50% torba, 20% perlite, 15% lapillo vulcanico, 15% argilla espansa, in più aggiungo una piccola quantità di cornunghia. In questo modo il terreno riceverà alcuni microelementi dal lapillo e l’azoto verrà rilasciato molto lentamente dal cornunghia, senza provocare problemi da eccesso di nutrienti alla pianta. Il rinvaso si effettua in primavera, ad anni alterni, aspettando che la pianta saturi completamente il terreno con le proprie radici prima di rinvasare. Durante il rinvaso preoccupiamoci di creare un sottilissimo strato di argilla espansa sul fondo del contenitore, in modo da favorire ulteriormente il drenaggio. Se possibile utilizzate dei vasi in terracotta, questa infatti permette al terreno di respirare ed essendo più pesante di quelli in plastica renderà più difficile il ribaltamento del vaso.

Consiglio: durante il rinvaso se non volete pungervi avvolgete la pianta con diversi strati di giornale, oppure con degli stracci o un pezzo di cartone. Pressate per bene il terreno intorno alla zolla durante il rinvaso. Se siete in possesso di composizioni formate da mini cactus vi consiglio di invasarle singolarmente il prima possibile, sono piante che possono crescere molto e rischiano di entrare in competizione, provocando la morte delle più delicate.

Irrigazione

Il modo in cui irrighiamo sancirà la buona riuscita della coltivazione. In questo caso penso sia errato dire di innaffiare poco, durante la stagione estiva questo cactus può dimostrare un gran vigore e le irrigazioni anche se non eccessive verranno apprezzate. Il mantra che seguo è quello di innaffiare con poca acqua e aspettare che il terreno si asciughi in profondità prima di ripetere l’operazione, nel mio caso circa una volta a settimana, anche se i fattori in gioco sono molti: una pianta appena rinvasata impiegherà più tempo ad assorbire l’acqua presente nel terreno, mentre una che si trova nello stesso vaso da qualche anno potrebbe avere bisogno di un’innaffiatura in più. Nel dubbio è comunque meglio innaffiare una volta in meno. In inverno sospendiamo quasi completamente le innaffiature, diamo mezzo bicchiere d’acqua una volta al mese solo se il terreno si stacca dal vaso.

Concimazione

La concimazione è necessaria per avere una buona fioritura, ma non bisogna eccedere: somministrate un concime per cactaceae una volta ogni tre settimane dimezzando la dose riportata in confezione. Iniziate a concimare una settimana dopo aver riportato il cactus all’esterno e proseguiamo fino alla fine di agosto.

Potatura e lavorazioni

Ad un certo punto dello sviluppo inizieranno a svilupparsi dei getti sulla pianta, possiamo decidere di lasciare quelli più bassi per formare un gruppo, in caso contrario eliminiamoli, in modo da avere un unico fusto, dipende da come vogliamo che si sviluppi l’Echinopsis. Eliminiamo i fiori appassiti senza reciderli alla base, tagliando ad un paio di cm dalla base ed eliminando la parte rimanente soltanto quando si è seccata del tutto.

Moltiplicazione

La moltiplicazione tramite seme è molto difficile e le piante impiegheranno diversi anni per crescere, però la soddisfazione di aver cresciuto un cactus da seme è davvero grande, anche se difficilmente i nostri cactus produrranno frutti, necessitano infatti del polline di un’altra pianta della stessa specie per poter produrre dei frutti con semi fertili. Dovremo preparare un contenitore (io utilizzo quelli della gastronomia) che prepareremo mettendo sul fondo un sottile strato di argilla espansa o perlite, sopra una miscela di torba e perlite e sulla superficie lasceremo uno strato di 1 cm composto da sola torba. I semi andranno sparsi sul substrato senza essere coperti, e successivamente nebulizzati. Copriamo il contenitore con della pellicola trasparente e pratichiamole dei forellini con uno stuzzicadenti. Il contenitore andrà tenuto in un luogo luminoso e riparato dagli sbalzi di temperatura e dovremo mantenere il terriccio leggermente umido fino alla nascita delle piantine. Quando inizieremo a vedere le prime spine nelle plantule rimuoviamo la pellicola. Il metodo più semplice rimane quello della propagazione, staccando i getti abbastanza formati con un movimento rotatorio e delicato. Lasciamo asciugare il getto per un paio di giorni, al termine dei quali lo porremo a radicare in un vaso contenente un mix di torba e perlite.

Malattie

Non si ammalano facilmente, anche se è importante non eccedere con le irrigazioni per evitare l’insorgenza di marciumi, specialmente nel periodo invernale. Se notiamo dei piccoli insetti lanuginosi nel terreno durante i rinvasi, siamo davanti alle temibili cocciniglie radicali, contro le quali serve un prodotto specifico, io in questi casi utilizzo delle pastiglie da interrare.

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