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Conosciamo le piante parassite

Conosciamo le piante parassite

In questo breve approfondimento voglio parlarvi di un argomento diverso dal solito, piante che si nutrono a spese di altri vegetali: le piante parassite, in particolar modo quelle che possiamo incontrare nei nostri giardini. Queste piante durante la loro evoluzione hanno perso la capacità di assorbire gli elementi nutritivi dal terreno. Alcune addirittura parassitano i loro ospiti in maniera tanto efficiente da aver smesso di produrre le foglie e hanno abbandonato la fotosintesi clorofilliana, mentre hanno modificato le proprie radici, che vengono chiamate austori. Questi hanno la funzione di penetrare i tessuti delle piante prese di mira e assorbirne la linfa. Alcune assorbono la linfa elaborata, alcune necessitano soltanto della soluzione di acqua e nutrienti proveniente dal terreno.

Attenzione: solo le piante che assorbono direttamente i nutrienti dai tessuti del loro ospite e non sono capaci di procurarseli da se possono essere definite parassite, quindi vegetali solitamente ritenuti appartenenti a questo gruppo come l’edera, in realtà sono piante comuni.

Vischio

Viscum album, (Viscaceae /Santalaceae)

Il vischio è una delle piante parassite più celebri essendo utilizzato come ornamento nel periodo natalizio. Questo arbusto ha la capacità di praticare la fotosintesi clorofilliana, però per assorbire liquidi e minerali deve affidarsi ad una pianta ospite, (solitamente conifere o latifoglie) sui rami della quale affonda le sue radici modificate. Le foglie sono ovali , coriacee, persistenti e sono portate su fusti ramificati. Ad ogni biforcazione si sviluppano delle piccole infiorescenze, che a maturazione diverranno delle bacche bianche, molto gradite dagli uccelli, che sono il principale metodo di dispersione dei semi. Eliminare il vischio da un albero del nostro giardino risulterà molto difficoltoso, infatti le sue radici producono all’interno dell’ospite delle propaggini, capaci di germogliare anche in luoghi distanti dalla pianta madre. L’eliminazione solitamente si effettua con il taglio del ramo infetto o nei casi più gravi si ricorre alla dendrochirurgia, andando ad eliminare tutto il tessuto infetto dalle propaggini presente nell’albero.

Cuscuta

Cuscuta epithymum, C. europaea, C. pentagona (Cuscutaceae)

La cuscuta è la parassita per eccellenza: si sviluppa nei prati, dove ben presto inizia a crescere in maniera molto vigorosa creando chiazze davvero vistose, di colore giallo o rosso a seconda della specie. Si compone di un fusto filamentoso, rampicante e molto ramificato che crea dei grovigli fittissimi e molto interessanti da osservare. Quest’erba produce degli austori che penetrano i fusti teneri e anche le lamine fogliari, assorbendone la linfa elaborata in maniera molto avida, portando l’ospite ad un progressivo indebolimento. I fiori sono piccoli, bianchi e riuniti in gruppi. Si diffonde solitamente nei prati tramite sementi infestate dai semi di questa pianta. Può arrecare danni al prato del nostro giardino, ma anche alle piante erbacee che abbiamo piantato in piena terra; inoltre attacca le piante ortive, prediligendo quelle a foglia come le biete. Per eliminarlo dal prato solitamente si diserba la zona interessata per poi riseminarla dopo qualche tempo. Su piante singole interveniamo tempestivamente staccando delicatamente la cuscuta dalle parti attaccate.

Curiosità: il seme come peso e forma è molto simile a quello dell’erba medica, andando a confondersi con essa nelle partite di semi, per questo spesso provoca infestazioni su questa coltura. Per risolvere il problema è stato messo a punto un processo chiamato decuscutizzazione: in sostanza il seme della cuscuta è rugoso rispetto a quello dell’erba medica, quindi viene fatto un trattamento con polvere di ferro, in modo da sporcare soltanto i semi della pianta parassita, dal momento che si sporcano di ferro per via della loro forma irregolare. successivamente i semi vengono eliminati magneticamente.

Fiori di Cuscuta
Il groviglio formato da una cuscuta che sta parassitando un Polygonum

Orobanche

Orobanche ramosa, Orobanche spp. (Orobancaceae)

Sono piante erbaceae, prive di clorofilla, composte da un fusto ramificato di colore giallo o rossastro che porta essenzialmente i fiori, le foglie sono regredite a delle squame. Parassitano esclusivamente l’apparato radicale tramite i loro austori. Colpiscono soprattutto le colture ortive e provocano ferite all’apparato radicale, favorendo spesso marciumi e altre malattie a carico dell’apparato radicale.

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