NicolasGarden - Schede di coltivazione, consigli e segreti per coltivare al meglio i vostri orti, giardini e balconi.

Rinvasare le orchidee Phalaenopsis utilizzando l’argilla espansa

Rinvasare le orchidee Phalaenopsis utilizzando l’argilla espansa

In questa guida spiegherò come effettuo il primo rinvaso alle orchidee Phalaenopsis che mi vengono donate da chi non riesce a prendersene cura.

L’operazione del rinvaso nel caso di queste piante non è solitamente necessaria, ma nel caso aveste appena acquistato una pianta in un negozio potreste dover intervenire per rimediare ad alcuni errori commessi da chi ci ha venduto la pianta, il più comune è l’innaffiatura eccessiva.

Solitamente quando le acquistate si trovano in un mix di corteccia, che teoricamente dovrebbe essere il substrato che più si avvicina a quello dove si sviluppa in natura.  Nella maggior parte dei casi però la corteccia è di qualità scadente o è stata inzuppata troppo tempo e questo causa la proliferazione di organismi decompositori e agenti patogeni.

Cosa fare quando la nostra orchidea arriva a casa? 

Non dovete avere fretta, godetevi la bellissima fioritura e annaffiate il minimo indispensabile, immergendo il vaso per 10 minuti in acqua da osmosi con basso residuo fisso, aspettando che le radici si asciughino completamente prima di ripetere l’operazione.

Potete controllarle direttamente dal vaso, che solitamente è di plastica trasparente.

Eliminate ogni sorta di carta regalo e mettete un sottovaso, se la pianta invece è in un portavaso mantenetelo sempre asciutto all’interno.

Quando le radici appaiono di colore argentato significa che sono asciutte e possiamo innaffiare.

Perché scegliere l’argilla espansa?

Ho testato molti substrati per cercare di coltivare al meglio questa specie di orchidee e ritengo che sia quello più pratico e duraturo.

Le orchidee in argilla espansa non vengono innaffiate per immersione, ma basterà nebulizzare giornalmente il substrato in superficie o innaffiare con poca acqua (aggiunta da sopra) quando le radici risultano asciutte.

L’argilla espansa ha anche il vantaggio di essere un materiale inerte, quindi non può essere ricettacolo di malattie e non si deteriora con il tempo, riducendo così le operazioni di rinvaso, che nel caso di queste piante si effettuano proprio quando il substrato inizia a deteriorarsi.

Procedimento

Terminata la fioritura tagliate lo stelo a circa 15-20 cm dalla base, fatto questo potrete procedere con il rinvaso. 

Il mio consiglio è quello di utilizzare un vaso in terracotta che non presenti incrostazioni di calcare, in caso contrario, riutilizzate lo stesso vaso dopo averlo lavato per bene o praticate dei fori non troppo grandi in un vaso di plastica in modo da favorire la respirazione e impedire ristagni di umidità. Sono adatti anche i cestini della ricotta se sono di dimensioni proporzionate alla pianta. In alternativa esistono dei vasi appositi che risultano molto comodi.

Svasate la pianta con molta attenzione, avendo cura di bagnare le radici in anticipo, in questo modo saranno più elastiche ed eviterete di spezzarle accidentalmente.

Eliminate con delicatezza tutti i pezzi di corteccia attaccati alle radici e tagliatele se risultano molli, secche o di colore scuro, Utilizzando sempre forbici o lame affilate e disinfettate. Fatto ciò sciacquate velocemente le radici sotto al rubinetto con acqua a temperatura ambiente per eliminare i residui più piccoli e lasciatela riposare una decina di minuti all’aria.

Mettete in ammollo in acqua da osmosi inversa o con basso residuo fisso (inferiore a 50 mg/l) dell’argilla espansa e lasciatela in ammollo una ventina di minuti, passati i quali la scolerete e la andrete ad utilizzare come nuovo substrato per la vostra orchidea.

Ponete l’orchidea al centro del vaso e aggiungete poco a poco l’argilla facendo attenzione a non lasciare troppi spazi vuoti e permettendo così alla pianta di ancorarsi meglio al substrato.

Potete innaffiare dall’alto, facendo in modo che nel sottovaso non rimanga a lungo dell’acqua.

Innaffiate ogni volta che l’argilla o le radici risulteranno secchi come già detto in prcedenza.

Ricordate di posizionare la pianta in un luogo molto luminoso della casa, dove non venga colpita dai raggi più intensi del sole o da correnti d’aria.

Seguendo questi consigli, dopo qualche settimana l’orchidea inizierà a reagire e potrebbe rifiorire a partire dalle gemme sullo stelo o produrre nuove foglie e radici.

Prodotti che ti aiuteranno nella coltivazione

Articoli che potrebbero interessarti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: