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Come coltivare il pomodoro

Come coltivare il pomodoro

Solanum lycopersicum / Lycopersicum esculentum (solanaceae)

Il pomodoro è una pianta annuale originaria del centro America, il suo habitat naturale si estende tra il Messico e la Colombia. Veniva utilizzato già dalla popolazione azteca come alimento e venne importato in Europa dopo la scoperta dell’America; arrivato qui però non venne utilizzato subito allo stesso modo, per molti decenni venne coltivato soltanto a scopo ornamentale, pensando fosse tossico per via della somiglianza con l’erba morella (Solanum nigrum). Il colore originale della bacca è giallo dorato, che persiste ancor oggi in alcune varietà; specialmente in Italia vennero selezionate piante dalla bacca color rosso rubino, soppiantando quasi totalmente la colorazione originale. Oggi viene coltivato su larga scala nelle regioni meridionali e in Emilia Romagna ed è il protagonista di qualsiasi orto famigliare, trovando il clima ottimale nelle calde estati della penisola italiana.

Descrizione varietà

È una pianta erbacea annuale, con uno sviluppo variabile dai 70 cm ai 2 m di altezza a seconda della varietà. Quando è giovane il portamento è eretto, ma tende a piegarsi sotto al peso dei frutti, rendendola una pianta strisciante. Per ovviare a questo problema le piante andranno sempre munite di un tutore. Le foglie presentano una fitta peluria che emana un odore caratteristico se sfiorata; queste ultime sono composte da diverse foglioline presenti in numero variabile ma sempre dispari e la loro forma è irregolare; dall’ascella fogliare (parte della foglia che si inserisce sul fusto) possono formarsi infiorescenze a racemo che portano 6-12 fiori, oppure altri germogli chiamati in gergo femminelle. La radice è di tipo fittonante, quindi penetra verticalmente nel terreno, anche se questo fenomeno tende a scomparire nel caso di piante trapiantate. Come già accennato i fiori sono riuniti in infiorescenze a racemo in un numero variabile, hanno cinque petali di colore giallo e sono auto-impollinanti. Il frutto è una bacca che ha forme e dimensioni molto variabili ( globosa, piatta, allungata, ombelicata, liscia, costoluta), il colore è solitamente rosso, anche se esistono varietà dalla buccia striata, verde, gialla o nera. Negli anni grazie all’attenzione dell’uomo sono nate moltissime varietà di pomodoro, alcune vengono selezionate per resistere meglio a determinate malattie, altre per la forma del frutto, altre per il modo in cui si sviluppano e altre per la conservabilità della bacca o altre caratteristiche ricercate dai produttori. La distinzione principale che possiamo fare per le varietà coltivate nei nostri orti è quella fra piante determinate o indeterminate. Le prime arrivano ad un’altezza massima di un metro, producono moltissime diramazioni ricche di fiori in un breve lasso di tempo. Questi matureranno quasi tutti contemporaneamente producendo però soltanto un raccolto; sono adatti per le coltivazioni pieno campo e per la raccolta meccanica, ma possono comunque essere impiegati nei nostri orti in modo da avere un solo raccolto da utilizzare per produrre grandi quantità di conserve o pelati in un unico periodo. Diversamente le piante indeterminate crescono durante tutto l’arco dell’anno, producendo pomodori in maniera costante e scalare fino all’autunno e permettendoci di avere frutti freschi durante tutta la stagione calda. Anche le diramazioni (femminelle) cresceranno senza mai fermarsi, quindi andranno eliminate per evitare che sottraggano energia alla pianta.

Utilizzi

Il pomodoro può essere utilizzato fresco insalata, oppure cotto per creare conserve o salse, può essere essiccato nella preparazione dei pomodori secchi oppure sbollentato e privato della buccia per preparare pelati. Ha un alto contenuto di licopene, vitamine A, C ed E, inoltre è fonte di fosforo e calcio.

Semina, trapianto, impianto

La semina va effettuata in contenitori alveolati, nel periodo tra febbraio e marzo, mettendo per ogni alloggiamento un paio di semi, lasciando crescere soltanto una per ogni spazio. In questa guida potete trovare informazioni più approfondite. Il trapianto viene effettuato quando la plantula presenta 4 o 6 foglie vera cioè a 60-80 giorni dalla semina, all’incirca verso la prima decade di maggio, a patto che la temperatura diurna rimanga almeno intorno ai 20°C e che non scenda mai sotto i 10°C durante la notte. Il trapianto in piena terra va fatto a file distanti un metro, tenendo uno spazio di circa 50-60 cm tra una pianta e l’altra. Si procede scavando una buchetta un po’ più grande del pane di terra ponendolo al centro e avendo cura di non danneggiare le radici, facendo in modo che il colletto non venga ricoperto dal terreno e facendo attenzione a non lesionarlo mentre si preme il substrato intorno alla piantina. Dopo questa operazione è necessario irrigare i pomodori, in modo da ridurre lo stress da trapianto. Successivamente al dovrete munire la piantina di un tutore da posizionare a 10 cm dalla pianta, l’ideale è una canna di bambù di circa 160-180 cm. Legatela più in alto man mano che cresce, così eviterete che il vento e il peso dei frutti spezzino il fusto.

Clima ed esposizione

Il pomodoro è una pianta macroterma, significa che ama temperatura tendenzialmente alte durante il suo periodo di sviluppo; cresce bene a temperature intorno ai 24°C e sopporta bene il caldo estivo se viene adeguatamente irrigata. Ama moltissimo le posizioni soleggiate, ma bisognerà evitare di irradiare troppo i frutti, che maturano meglio all’ombra delle foglie. I semi di pomodoro iniziano a germinare alla temperatura di 12°C, le piante fioriscono con almeno 21°C e i frutti maturano dai 24°C ai 26 °C. Non apprezzano particolarmente gli ambienti troppo umidi che favoriscono l’insorgenza di malattie. I climi migliori sono quelli secchi, ma con terreni a grande capacità di ritenzione idrica.

Terreno

Predilige terreni profondi dove può far penetrare senza problemi le proprie radici, che abbiano una buona ritenzione di acqua, ma che non rimangano fradici, che non abbiano un pH troppo elevato e che siano ricchi di sostanza organica. La coltivazione in grandi vasi è possibile e potrete utilizzare un terriccio specifico per ortaggi. Per il resto il pomodoro è una pianta abbastanza rustica e si adatta bene a diversi tipi di terreno.

Irrigazione

È fondamentale poter irrigare le nostre piante di pomodoro per poter ottenere una produzione accettabile e per evitare sofferenza nelle giovani piantine in fase di sviluppo; le innaffiature dovranno essere modeste, ma frequenti: l’alternanza di eccesso e di carenza di acqua infatti può contribuire al marciume apicale del pomodoro. Si preferisce l’utilizzo di acque non troppo dure dal momento che questo ortaggio predilige ambienti sub-acidi.

Concimazione

Negli orti la concimazione viene effettuata durante la preparazione del terreno, aggiungendo stallatico maturo o in pellets unito a concimazioni a base di fosforo e potassio, successivamente durante la crescita può essere d’aiuto fornire ad inizio fioritura una concimazione di copertura con concime granulare (NPK) da distribuire sul terreno o concime liquido specifico per ortaggi.

Potatura

l’operazione principale consiste nell’eliminazione delle femminelle, germogli che si formano all’ascella delle foglie, questi infatti avranno un grandissimo sviluppo vegetativo, a scapito della produzione di fiori. Il metodo migliore consiste nell’eliminazione manuale, prendendo tra pollice e indice la femminella e spezzandola in maniera netta facendola oscillare. Ogni settimana sarà anche necessario legare le piante al tutore, dato che queste crescono in maniera molto rapida e se non assicurate adeguatamente rischiano di spezzarsi sotto al peso dei frutti o per colpa del vento.

Raccolta

Nel Nord Italia la raccolta inizia verso luglio e si protrae per circa 2-3 mesi, al Sud le prime produzioni si possono avere già dal mese di maggio, mentre la produzione in serre riscaldate continua per tutto l’arco dell’anno. I pomodori vanno staccati dalla pianta in maniera delicata in evitando di danneggiare i frutti non ancora maturi; sono realmente maturi quando raggiungono una colorazione brillante e omogenea e al tatto risultano consistenti, ma non duri.

Avversità

Le avversità principali del pomodoro sono la peronospora, i nematodi e il marciume apicale del pomodoro. Contro la peronospora si possono effettuare dei trattamenti a base di rame fino a 20 giorni prima della maturazione. In generale è necessario rispettare le distanze di trapianto, evitare gli eccessi nelle concimazioni e non bagnare le foglie durante l’irrigazione per ridurre la probabilità di insorgenza della malattia. Per evitare i nematodi è buona norma eseguire delle rotazioni di tre o quattro anni in modo che il pomodoro non torni sulla stessa aiuola per due o tre anni di seguito. Contro il marciume apicale del pomodoro è necessario fornire una concimazione adeguata ed evitare squilibri nelle annaffiature.

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