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Gli elementi nutritivi

by Nicolasgarden
Gli elementi nutritivi

Quando coltiviamo una pianta ci impegniamo sempre a fare in modo che questa cresca al massimo delle sue possibilità, fornendole le attenzioni e le cure necessarie. Di seguito voglio cercare di semplificare un argomento abbastanza complicato: quali sono gli elementi che la pianta assorbe dal terreno e la loro utilità.

Ogni vegetale deve procurarsi elementi nutritivi per eseguire i vari processi metabolici e accrescersi, la stragrande maggioranza di essi se li procura dal terreno attraverso le proprie radici. Come andremo a vedere gli elementi che si trovano naturalmente nel terreno non sempre sono sufficienti alla crescita della nostra pianta, oppure si trovano in una forma che non riesce ad essere assorbita e una carenza di un nutriente può mettere in seria difficoltà la vostra coltivazione.

I nutrienti necessari alla pianta sono davvero moltissimi e vengono raggruppati in due grandi gruppi:

  • Macroelementi: sono gli elementi presenti in grande quantità nella pianta e di conseguenza quelli maggiormente richiesti.
  • Microelementi: al contrario dei precedenti si trovano in quantità inferiori, ma hanno comunque un ruolo fondamentale nei processi metabolici della pianta.

Oggi andremo a conoscere  tre macroelementi e tre microelementi tra i più comuni, cercando di spiegare in maniera semplice quali sono gli effetti di eccessi e carenze sulle nostre piante, come prevenirli e qual è la loro funzione all’interno del metabolismo vegetale.

Azoto (N) 

L’azoto è una sostanza fondamentale che viene utilizzata in grande quantità dagli organismi vegetali nella costituzione di proteine atte alle funzioni di base, nella formazione di sostanze di riserva e nella costituzione delle membrane cellulari e degli acidi nucleici che compongono il DNA.  Nel terreno è presente sotto diverse forme: la forma organica che non è utilizzabile dalla pianta e deve subire un processo di decomposizione a carico dei microrganismi del suolo, una inorganica o minerale che invece può essere assorbito e utilizzato immediatamente. Le leguminose sono un esempio di piante che hanno la capacità di convertire l’azoto presente nell’aria e renderlo disponibile, grazie alla simbiosi con alcuni batteri, che alloggiano nell’apparato radicale in strutture chiamate tubercoli. Una buona assunzione di azoto da parte della pianta ha effetti molto importanti, favorendo l’allungamento dei tessuti, le foglie presentano un colore più intenso e hanno dimensioni maggiori, incrementando la capacità di effettuare la fotosintesi e la longevità della foglia.  La carenza di azoto si manifesta tramite l’ingiallimento delle foglie (clorosi), una crescita stentata, una maturazione precoce e non armoniosa dei frutti, foglie piccole, scarsa fioritura e mancata allegagione. Solitamente le cause di una carenza di azoto sono imputabili ad un abbassamento della temperatura del terreno, da un ristagno di acqua nel terreno che inibisce la funzione dei microrganismi nel suolo. Al contrario eccessi di questo elemento possono avere effetti altrettanto gravi come la crescita eccessiva a discapito della robustezza dei fusti, causando un collasso della pianta chiamato allettamento. Altri fenomeni che si possono osservare sono il consumo eccessivo di acqua, una maggiore sensibilità alle malattie crittogamiche e un peggioramento della qualità dei prodotti. Inoltre è riscontrabile uno sviluppo non armonico tra parte aerea e radici, a discapito di queste ultime.

Fosforo (P)

Questo elemento svolge diverse funzioni legate al metabolismo dei vegetali, per esempio è utile nei processi energetici della cellula, nella composizione di enzimi e fosfolipidi e nel metabolismo dei carboidrati. Il fosforo aiuta anche ad aumentare la resistenza agli attacchi parassitari, migliora la lignificazione e la resistenza alle basse temperature.  La carenza di fosforo si manifesta con sintomi molto simili a quelli citati sopra per l’azoto, le piante rallentano la loro crescita e ingialliscono,  i frutti rimangono piccoli e hanno una qualità scadente in più la maturazione viene ritardata.   La mancanza di questo elemento può presentarsi in terreni molto acidi, dilavati dalle piogge, dove si lega al ferro o all’alluminio diventando non disponibile per la pianta. È raro che si presentino eccessi di fosforo, che sono riconoscibili da un eccessivo sviluppo radicale a discapito della parte aerea e una maturazione ritardata dei frutti.

Potassio (K)

Il potassio catalizza la formazione di amidi, zuccheri, proteine e grassi, in più è alla base del metabolismo idrico, regolando la concentrazione dei succhi cellulari.  Di conseguenza una buona presenza di questo elemento rende la pianta più resistente all’appassimento e alle basse temperature, ma anche all’attacco di agenti patogeni, contribuendo all’ispessimento delle pareti cellulari. Il sintomo principale della carenza di potassio si può riscontrare a livello fogliare, dove si formano dei punti scuri, che tendono a necrotizzare, formando dei fori nelle foglie. Questo tipo di carenza solitamente si presenta in piante molto avide di questo elemento che vengono definite potassofile, alcuni esempi sono le bietole, il tabacco, la patata e la vite. I terreni maggiormente soggetti ad un deficit di potassio sono quelli sabbiosi, acidi, dove non sono presenti i colloidi del suolo che trattengono questo elemento impedendone il dilavamento.  Al contrario un eccesso di questa sostanza può creare una situazione di antagonismo nei confronti del magnesio, rendendone più difficoltoso il suo assorbimento, con conseguente carenza di quest’ultimo.

Magnesio (Mg)

Questo microelemento è uno dei principali componenti della clorofilla, di alcune proteine e interviene nei processi di respirazione cellulare e nella sintesi proteica. Nel terreno si trova naturalmente nei silicati, successivamente viene solubilizzato nei carbonati e velocemente passa allo stato di magnesio disponibile, che però si dilava molto facilmente. I sintomi sulla pianta sono molto evidenti e iniziano con un generale scolorimento delle foglie (clorosi) e successiva perdita di queste ultime. Nel melo le foglie tendono ad arrossarsi e nella vite si incorre nel disseccamento del grappolo. La carenza di magnesio può essere motivata da un eccesso di potassio nel terreno; a questo squilibrio risultano molto sensibili piante come vite, melo e barbabietola. Altri fattori che possono comportare una carenza di magnesio sono terreni a reazione troppo acida o soggetti a dilavamento.

Calcio (Ca)

Il calcio influenza la permeabilità della membrana cellulare e coadiuva l’attività dell’enzima amilasi, che ha la funzione di rompere le catene di amidi, ottenendo glucosio. Tende ad accumularsi nei tessuti vecchi e con funzione di sostegno. Esistono piante che amano la presenza di elevate quantità di calcio nel terreno, che vengono definite calcicole, al contrario le piante calcifughe non lo tollerano in alcun modo e rischiano di sopperire in terreni dove è presente questo elemento. Le carenze di questo elemento sono molto rare e si presentano in terreni molto acidi, dove però si può aggiungere calce per correggere questo problema. In questi rari casi i germogli presentano foglie uncinate e corte e tendono a seccare rapidamente. Di contro il primo sintomo di un eccesso di calcio nel terreno è la classica clorosi ferrica, poiché questo elemento viene reso meno disponibile dall’eccesso di questo minerale.

Ferro (Fe)

Il ferro è un metallo molto importante nei processi respiratori e in quelli di sintesi della clorofilla, è presente sotto forma di ossido, fosfato o chelato, quest’ultimo presente nei complessi umici del suolo e si trasforma in ferro disponibile in maniera molto lenta. La carenza di ferro può essere presente anche in terreni che ne hanno una buona dotazione, dal momento che elementi come calcio e magnesio ne inibiscono l’assorbimento se presenti in quantità eccessive. Le carenze si manifestano anche in terreni alcalini e calcarei, dove questo elemento diventa insolubile e non più disponibile. Il deficit di ferro è molto comune, in particolare in piante acidofile, in questo articolo approfondisco l’argomento della clorosi ferrica.

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