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Come ho imparato a coltivare le arachidi

Come ho imparato a coltivare le arachidi

(Arachis hypogaea, fabaceae / leguminosae)

Oggi parliamo di una pianta che coltivo da diversi anni e alla quale tengo molto.

Inizialmente ho riscontrato molti problemi nel coltivarla e mi ero scoraggiato parecchio, visti i terribili risultati che avevo ottenuto.

Con questo però non voglio farvi desistere, anzi, il mio scopo è l’esatto opposto, voglio dimostrare che le giuste informazioni e la perseveranza  portano spesso a buoni risultati; così oggi mi trovo qui a raccontarvi il percorso che mi ha portato a trovare il mio modo di coltivare le arachidi ripercorrendo passo a passo i miei errori e le mie intuizioni e condividendoli con voi.

L’arachide è una pianta originaria del Sud america, anche se chissà per quale motivo ero fermamente convinto che provenisse dalla Somalia, vai a capire il perchè!

La semina

Il primo anno decisi di acquistare i semi online sul sito che utilizzo spessissimo per acquistare le sementi per il mio orto: eurosementi.it. 

Lì la scelta è davvero vasta, i semi sono sempre stati di buona qualità in più i prezzi erano davvero economici e le spedizioni non hanno mai avuto intoppi.

Ma non siamo qui per recensire un sito giusto?!

Quell’anno nonostante la confezione mi consiglasse di seminare nel mese di maggio, me ne fregai e seminai i baccelli un mese in anticipo.

Li avevo precedentemente sgusciati, poi li avevo interrati in un grande vaso, senza fare particolare attenzione a mantenere intatta la pellicina rosa che ricopre i semi, alla temperatura esterna e al tipo di terreno che stavo utilizzando…

Ovviamente questo primo tentativo si rivelò un disastro, dopo un paio di settimane infatti il terreno iniziò ad ammuffire e ad emanare un cattivo odore, avevo fatto marcire tutto.

Successivamente cercai anche di seminarle in piena terra, ma vivendo in un luogo dove i terreni sono molto argillosi ho dovuto desistere: i semi faticavano a germinare e le piantine crescevano in maniera stentata.

Tempo dopo mi informai meglio e capii che questi semi hanno bisogno temperature maggiori di 20°C per poter germinare, quindi è più consono aspettare il mese di maggio per iniziare la coltivazione, la pianta avrà tutto il tempo di svolgere il suo ciclo.

Bisogna stare anche molto attenti a non utilizzare terreni che trattengono troppa acqua o che sono eccessivamente dotati in sostanza organica, anche questi fattori facilitano la marcescenza della piantina durante il primo periodo di crescita o addirittura del seme in fase di germinazione. 

Per evitare questi inconvenienti infatti ormai semino le arachidi in vasi molto grandi e profondi 40-50 cm, (in alternativa si possono usare anche quei grandi vasi rettangolari dove si coltivano gli arbusti) facendo diversi strati: sul fondo metto uno strato di 2-3 cm di argilla espansa, poi sopra metto un buon terriccio universale mescolato con poca sabbia e i 15-20 cm nella parte più alta, quelli dove germineranno i semi, li riempio con torba e perlite o meglio ancora con fibra di cocco.

Quest’ultima infatti espone i semi alla giusta umidità e permette alle giovani radichette di respirare ed esplorare il terreno senza alcuna difficoltà. 

Oltretutto non contiene molte sostanze nutritive che possono facilitare la proliferazione dei batteri e rischiando di esporre anche la giovane piantina ad un loro attacco, dal momento che i semi di arachide sono ricchi di grassi e proteine. 

Qui sotto ne trovate diverse tipologie:

Riassumendo

  • Seminate nel mese di maggio o quando le temperature diurne rimangono stabilmente intorno ai 20°C
  • I semi devono essere liberati dal baccello, ma non dal tegumento, la pellicina rosa che li ricopre.
  •  I semi vanno piantati in orizzontale alla profondità di 2-3 cm.
  • Il terriccio dove si sviluppano i germogli non deve essere intriso di acqua e le piantine non vanno concimate prima di un mese dalla loro nascita, si consiglia uno strato superficiale di fibra di cocco.
  • Tra i semi lasciate uno spazio di almeno 10 cm, le piante tendono a svilupparsi molto in orizzontale.
  • Non seminate le piantine in vasetti per poi trapiantarle, non sopportano questo tipo di stress e crescerebbero in maniera stentata, rischiando anche di soccombere.

La crescita

Passata una decina di giorni dalla semina, se tutto è andato come previsto e i semi erano vitali e di buona qualità, inizieranno a spuntare i primi germogli, delle piccole foglie composte a loro volta da quattro foglioline; inizialmente la crescita sarà abbastanza lenta, ma non preoccupatevi, con l’arrivo delle prime giornate estive aumenteranno molto la velocità di sviluppo sorprendendovi non poco.

Come avrete potuto intuire sono grandi amanti del sole e ho potuto osservare che le quelle che ricevono più ore di sole diretto fioriscono di più e hanno un aspetto più sano e compatto, quindi posizionatele tranquillamente a Sud; non necessitano nemmeno di grandi concimazioni se vengono seminate in vasi di grandezza adeguata, anche se personalmente aggiungo all’acqua delle annaffiature del concime universale, somministrandolo una volta al mese e utilizzando metà della dose riportata in confezione.

Lo sviluppo di queste leguminose non avviene principalmente in verticale, anzi, tendono a formare nuovi getti nella parte bassa della pianta, espandendosi in modo parallelo al terreno, un po’ come fanno i trifogli appartenenti alla specie Trifolium repens.

La fioritura

A circa un mese dalla semina le nostre piante di arachidi inizieranno a produrre i primi fiori, che saranno piccoli, singoli e di colore giallo intenso. 

Potreste non notarli subito, infatti si aprono al mattino e appassiscono con l’arrivo delle ore più calde. 

Inoltre rimarranno sempre nascosti tra le foglie, quindi sarà quasi impossibile vederli senza avvicinarsi alla pianta e spulciarla un po’.

E le arachidi?

La prima volta che le mie piantine iniziarono a produrre i loro frutti non me ne accorsi nemmeno: vedevo che uno ad uno i fiori sbocciavano e poi inesorabilmente appassivano, poi in corrispondenza di questi iniziava a formarsi una sottospecie si radice appuntita e molto dura, che cercava di penetrare subito nel terreno.

Pensavo fossero radici di ancoraggio che la pianta produceva in corrispondenza dei nodi, come fanno i tralci delle zucche quando crescono a terra. 

Invece dopo qualche settimana mi accorsi che in realtà provenivano proprio da quello che prima era il fiore e provando ad estirparne una notai all’apice di quella che erroneamente chiamavo radice, si stavano sviluppando i baccelli!

È stato davvero affascinante scoprire che dopo la fioritura la pianta produceva un peduncolo capace di penetrare il terreno, portando i frutti a crescere nel sottosuolo, un interessante stratagemma evolutivo per proteggere i propri frutti.

Ero molto curioso di seguire la crescita dei frutti, ma purtroppo questi interrompono il loro sviluppo se non sono interrati nel suolo. 

Durante tutto il periodo di crescita sono stato molto attento con le innaffiature, cercando di non esagerare mai, proprio per paura di farli marcire, poi con il finire della bella stagione ho deciso di sospenderle del tutto, anche perchè avevo notato che le piantine iniziavano a seccare naturalmente, un po’ come il frumento quando matura. 

Con l’arrivo dell’autunno ho notato che le piante ormai avevano concluso il proprio ciclo e ho deciso di svasarle, togliendo tutta la terra e scoprendo un discreto quantitativo di arachidi.

Le prime volte i baccelli erano molto piccoli, successivamente affinando la tecnica e coltivandole come vi ho raccontato, ho iniziato ad ottenere arachidi di pezzatura normale, ottenendo ogni anno risultati migliori!

In conclusione:

  • Le arachidi sono piante particolari, con un modo di sviluppare i frutti singolare, ma che da grandissime soddisfazioni.
  • Non sono le piante più semplici da coltivare, ma allo stesso tempo sono piante dallo sviluppo molto interessante e con pochi accorgimenti possono sorprendere e regalare grandi soddisfazioni.
  • Producono dei frutti che possono essere consumati, ma solo tostati, crudi infatti possono sviluppare aflatossine.
  • Possono essere coltivate in grandi vasi capienti, dove producono un cespuglio compatto e composto, molto gradevole alla vista.
  • Non eccedete con le innaffiature per evitare il rischio di marcescenza. 
  • Concimate regolarmente, ma senza esagerare
  • Posizionatele in luoghi molto soleggiati.
  • Potere coltivarle anche in piena terra, ma non crescono bene in terreni molto argillosi o alcalini, in più le talpe e gli insetti del terreno ne vanno davvero ghiotti!!!
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