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Il rimedio più efficace contro la cavolaia: il Bacillus thuringiensis ssp. kurstaki

Il rimedio più efficace contro la cavolaia: il Bacillus thuringiensis ssp. kurstaki

Nel periodo che va tra agosto e settembre si possono trapiantare più o meno tutte le varietà di cavoli, che cresceranno durante il periodo autunnale e matureranno durante tutto il periodo invernale, quando solitamente nell’orto non si sviluppano molti altri ortaggi.

Sono piante che hanno bisogno di poche cure, anche sono molto sensibili all’attacco di un insetto in particolare: la cavolaia, ed è proprio su di lei che ci concentreremo.

La cavolaia, il cui nome scientifico è Pieris brassicae, è una farfalla diffusa in tutto il mondo, le ali hanno un’apertura di 60 mm negli adulti e sono bianche; quelle anteriori hanno le estremità apicali nere e nelle femmine sono ornate da due macchie nere per ala. La larva è un bruco lungo circa 35-40 mm, di colore giallognolo-verdastro, macchiettato di nero; il corpo è ricoperto da rade setole.

La Cavolaia sverna come crisalide appesa in ripari, tra la corteccia o nei muretti, ecc. Depone le sue uova in gruppi sulla pagina inferiore delle foglie di tutte le specie di cavoli. Dopo circa 15 giorni dalla deposizione delle uova nascono le larve e per un certo periodo rimangono gregarie; successivamente a raggiungimento della maturità formano una crisalide e a fine giugno-inizi luglio, compaiono i nuovi adulti (2° volo) che danno avvio alla seconda generazione. A questa generazione ne possono seguire altre. La Cavolaia compie, generalmente, da 3 a 4 generazioni all’anno, a seconda del clima. È durante uno degli ultimi cicli che avviene il trapianto e la prima fase di crescita dei cavoli, risultando molto sensibili agli attacchi delle giovani cavolaie, che non fanno altro che mangiare costantemente le foglie delle giovani piantine, riducendole spesso in uno stato dal quale non riescono a riprendersi. I bruchi infatti crescono ad una velocità davvero impressionante e per sostenere questo sviluppo incontrollato devono ingerire quante più foglie possibili, arrivando a spogliare una giovane pianta delle sue foglie anche nel giro di una sola nottata!

Uova di cavolaia.

Negli ultimi anni avevo abbandonato la coltivazione di questi ortaggi proprio per colpa di questo lepidottero, ormai le avevo provate tutte, dalla consociazione con i pomodori a diversi prodotti chimici,che però non sempre davano i risultati sperati e in più rischiavano di contaminare le altre coltivazioni vicine. Quest’anno però ho voluto riprovare armato di un prodotto che non avevo mai utilizzato: il Bacillus thuringiensis ssp. Kurstaki. Questo batterio è assolutamente innocuo per tutti gli organismi, eccetto le larve di lepidottero, infatti solo quando entrano nel loro tratto digerente provocano una malattia, per loro fatale. Inoltre Bacillus thuringiensis si trova naturalmente nel terreno e utilizzandolo andiamo soltanto ad aumentare la sua presenza sulle foglie dei cavoli, proteggendo così le nostre piantine.

I bruchi 24 ore dopo il trattamento sono completamente essiccati.

Il prodotto

Il prodotto si chiama VEBI Bacillus thuringiensis Insetticida Biologico ed è acquistabile su Amazon al seguente link. È efficace anche sulla piralide del bosso e altri bruchi che si nutrono delle nostre piante ortive ed ornamentali. 

Il suo utilizzo è davvero semplice: basterà sciogliere 1 grammo di prodotto per ogni litro d’acqua a temperatura ambiente e nebulizzarlo generosamente su tutte le foglie; i risultati si vedranno già dopo 24 ore, i bruchi più grandi cadranno a terra, mentre i più piccoli si essiccheranno.  Per sicurezza potete ripetere il trattamento dopo dieci giorni, specialmente se vedete ancora delle farfalle aggirarsi intorno alle piantine o se nel frattempo è piovuto. Voglio consigliarvi questo prodotto dopo averlo provato e posso dirvi che è molto efficace, ma allo stesso tempo è sicuro per animali e persone, è consentito in agricoltura biologica ed è selettivo, agendo solo sui lepidotteri.

Mi ha entusiasmato molto la possibilità di lottare contro un’avversità di questo tipo utilizzando un mezzo totalmente naturale e che non usa in alcun modo sostanze chimiche, ma batteri già presenti nell’ecosistema, ma anche la sua grande efficacia: nel giro di pochissimo tempo mi sono sbarazzato di un vero e proprio flagello per il mio orto. Come già accennato fa miracoli anche per la famigerata piralide del bosso e lo sto testando anche sulla farfallina del geranio e altri lepidotteri che causano non pochi danni nel mio orto e nel mio giardino.  

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